L'ottimizzazione di Markowitz confronta i mercati tra loro e assegna più peso a quelli che offrono di più per unità di rischio. Se l'ordine delle attese è corretto, il portafoglio si orienta nella direzione giusta anche quando i numeri assoluti non coincidono con quelli realizzati. Per questo, tra tutte le qualità di un sistema previsionale, la capacità di ordinare i mercati è quella che conta di più.
Il principio è spiegato nella Lezione 3 del percorso di formazione. In questa pagina mostriamo le prove, con tutti i dettagli.
Il test: primi tre contro ultimi tre
Ogni settimana i 17 mercati vengono messi in classifica in base al rendimento previsto per i 12 mesi successivi. Si isolano i tre mercati in cima e i tre in fondo, si attende un anno e si confronta il rendimento medio che hanno realizzato davvero. La differenza tra i due è il differenziale: se è positivo, la classifica ha separato correttamente i mercati forti da quelli deboli.
Nel periodo comune a tutti i 17 modelli, 435 rilevazioni settimanali tra il 2017 e il 2025:
| Rendimento medio realizzato nei 12 mesi successivi | |
|---|---|
| I tre mercati in cima alla classifica | 11,5% |
| I tre mercati in fondo alla classifica | 0,4% |
| Differenziale | 11,1 punti percentuali |
| Settimane con differenziale positivo | 86,7% |
In circa sette settimane su otto i mercati indicati come migliori hanno effettivamente battuto quelli indicati come peggiori. Nell'ottava la classifica ha sbagliato: nessun sistema è infallibile, e lo diciamo con la stessa chiarezza con cui mostriamo i risultati.
Quando le previsioni si separano
Non tutte le settimane sono uguali. A volte le previsioni sui 17 mercati sono vicine tra loro, altre volte molto distanti. Questa distanza, la dispersione delle previsioni, si conosce nel momento stesso in cui la previsione viene formulata. Abbiamo diviso le 435 settimane in cinque gruppi di uguale numerosità, dalla dispersione più bassa alla più alta, e ripetuto il test per ciascuno.
Differenziale tra primi tre e ultimi tre mercati, per livello di dispersione
Barre: differenziale medio realizzato a 52 settimane. Linea: quota di settimane con differenziale positivo.
Due indicazioni:
- Il ranking funziona anche con previsioni ravvicinate. In quattro gruppi su cinque il differenziale è positivo in oltre il 90% delle settimane. Il risultato del gruppo a dispersione più bassa è stato sottoposto a verifiche di significatività statistica, con bootstrapping e analisi fuori campione, che ne hanno confermato la solidità. Il punto più debole è il secondo gruppo: 6,5 punti, con il 57% di settimane positive.
- Con la massima dispersione, la separazione è la più netta. Quando i segnali sono molto distanti, i primi tre mercati hanno battuto gli ultimi tre di 16,7 punti in media, in 98,9 settimane su 100.
Sono proprio i momenti in cui scegliere bene conta di più: le differenze tra i mercati sono ampie e un errore costa caro. E poiché la dispersione è nota in anticipo, chi costruisce il portafoglio sa già quando la classifica esprime il suo segnale più forte.
La Ranking Confidence
Questa evidenza è diventata uno strumento operativo. Ogni mese il Market Outlook di Smartfolio accompagna la classifica dei mercati con la Ranking Confidence: un punteggio da 0 a 100, e un livello da 1 a 5, che misura quanto è netto l'ordinamento corrente. A ogni livello è associato ciò che è accaduto storicamente nelle settimane con un ordinamento di forza simile: il differenziale medio tra primi e ultimi tre mercati e la quota di casi in cui è stato positivo.
Ottobre 2026
Ranking Confidence
Livello 5 su 5.
Nei casi storici comparabili
Differenziale medio
Primi tre contro ultimi tre.
Quante volte positivo
Su 98 osservazioni
Situazioni con ordinamento di forza simile.
Un esempio reale, dal Market Outlook di ottobre 2026: Ranking Confidence 95 su 100, livello 5 su 5. Nelle situazioni storiche comparabili, il differenziale medio tra primi tre e ultimi tre mercati è stato del +14,2%, positivo nel 95% di 98 osservazioni.
Per chi costruisce un portafoglio è un'informazione concreta: non solo quale sia l'ordine dei mercati, ma quanta fiducia meriti in quel momento.
Non è una gara tra azioni e obbligazioni
Un'obiezione è legittima: se il sistema mettesse sempre in cima le azioni e in fondo le obbligazioni, vincerebbe spesso senza alcun merito, perché nel lungo periodo le azioni rendono di più. L'abbiamo verificata in tre modi.
Primo: quanto del vantaggio viene dalla composizione. Per ogni settimana il differenziale è stato scomposto in due parti: l'effetto della diversa presenza di mercati obbligazionari e non obbligazionari tra i primi e gli ultimi tre, e il valore della scelta dei singoli mercati all'interno di ciascun gruppo, misurato rispetto a una selezione casuale con la stessa composizione. Sull'intero campione, il 78% del differenziale viene dalla selezione dei mercati all'interno delle classi. Un esempio: nelle settimane a dispersione molto bassa il differenziale medio è di 13 punti; la composizione ne spiega 4,1, la scelta dei mercati 8,9.
Da dove viene il differenziale
Differenziale medio tra primi e ultimi tre mercati, diviso tra effetto della composizione per asset class e selezione dei mercati all'interno delle classi.
Secondo: chi finisce in fondo. Gli ultimi tre posti sono occupati in media per il 44% da mercati azionari, per il 33% da obbligazionari e per il 24% da altri mercati. I primi tre posti sono in prevalenza azionari (90%), coerentemente con il loro rendimento atteso più elevato. La configurazione "in cima tutte azioni, in fondo tutte obbligazioni" compare solo nel 2,1% delle settimane.
Composizione media dei primi tre e degli ultimi tre posti
Media su 435 settimane.
Terzo: la classifica dentro la stessa classe. Il test è stato ripetuto solo tra mercati azionari e solo tra mercati obbligazionari.
| Dispersione interna | Solo azionari: differenziale | Settimane positive | Solo obbligazionari: differenziale | Settimane positive |
|---|---|---|---|---|
| Molto bassa | +1,4 punti | 47% | +0,7 punti | 48% |
| Bassa | +3,7 punti | 61% | +3,3 punti | 92% |
| Media | +7,2 punti | 79% | +3,9 punti | 98% |
| Alta | +4,1 punti | 64% | +4,1 punti | 100% |
| Molto alta | +9,4 punti | 86% | +5,9 punti | 100% |
In entrambe le classi il differenziale medio è sempre positivo. Tra le obbligazioni il ranking funziona con grande regolarità già da livelli di dispersione bassi; tra le azioni la separazione è più irregolare, ma raggiunge 9,4 punti quando le previsioni si distanziano di più. Solo con previsioni interne molto ravvicinate la classifica distingue poco, con circa metà dei casi positivi.
Il vantaggio non nasce dal preferire le azioni alle obbligazioni. Nasce in larga parte dalla capacità di distinguere, mercato per mercato, chi farà meglio e chi farà peggio.
Che cosa significa per chi costruisce un portafoglio
- La classifica è il segnale più solido. Più dell'esattezza dei singoli numeri, conta l'ordine: ed è l'ordine che orienta l'ottimizzazione.
- La forza del segnale si conosce in anticipo. La dispersione delle previsioni, e con essa la Ranking Confidence, dice in ogni momento quanto è netta la classifica.
- Il valore viene dalla selezione dei mercati. Non da una preferenza sistematica delle azioni, ma dalla capacità di distinguere i mercati all'interno di ciascuna classe.
Una classifica che ha ragione circa sette volte su otto sbaglia comunque l'ottava. Che cosa succede quando i modelli sbagliano, e quanto durano i loro errori, è il tema della pagina successiva.
Fonte: statistiche SmartFolio sul periodo comune ai 17 modelli (435 rilevazioni settimanali, 2017–2025); Market Outlook del 2 ottobre 2026 per la Ranking Confidence. Le rilevazioni settimanali hanno orizzonti di 52 settimane sovrapposti e non sono indipendenti tra loro. Risultati storici, non indicativi di risultati futuri.